Chi ha scelto (o desidera sperimentare in futuro) uno stile di vita privo di violenza sugli animali si trova sempre di fronte ad un dilemma: i cosmetici vegani… esistono? Come si riconoscono al supermercato, online o in profumeria? Costano più dei cosmetici tradizionali?

L’argomento è davvero molto complesso, perché si gioca nel campo delle certificazioni internazionali, dei regolamenti di sicurezza dell’Unione Europea e ovviamente, dell’etica individuale.

Cerchiamo di fare chiarezza sul tema dei cosmetici vegani, e vediamo insieme qualche spunto di riflessione!

Cosmetici vegani: un po’ di storia (e di certificazioni europee)

L’industria cosmetica è stata una delle prime al mondo, negli anni ’50, a cercare delle soluzioni alternative ai test sugli animali. Per molti decenni la tecnologia non è stata sufficiente per permettere sperimenti diversi, però.

Le grandi svolte sull’argomento sono avvenute, in Europa, dopo il 2000. Ecco una piccola cronistoria:

  • dal 2004 è proibito sperimentare i cosmetici sugli animali sull’intero suolo europeo;
  • dal 2009 è proibito sperimentare i singoli ingredienti cosmetici sull’intero suolo europeo. Questa regola ha poche eccezioni, limitate esclusivamente ad alcuni ingredienti di nuova concezione che devono essere testati per garantirne la sicurezza d’uso a condizioni normali;
  • dal 2013 è proibito vendere in Europa prodotti cosmetici testati su animali, anche se i test sono avvenuti all’estero.

Insomma: oggi in Europa è proibito commercializzare cosmetici o ingredienti cosmetici testati su animali, sia entro che fuori dai confini del continente. Inoltre, i regolamenti europei sono estremamente rigidi e severi in merito alla sicurezza dei cosmetici (oltre che dei farmaci e degli alimenti, regolamentati dallo stesso ente).

Se negli Stati Uniti sono i singoli consumatori a dover dimostrare di aver subito danni dopo l’uso di un certo prodotto, in Europa vige il principio di precauzione: se i test non sono conclusivi o sussiste un potenziale pericolo, i prodotti finiti o i loro ingredienti vengono a priori proibiti.

Un’ottima notizia, sia per chi desidera non nuocere ad altre forme di vita, sia per chi ha a cuore la propria sicurezza e salute!

La situazione in altri paesi

L’Europa è stata per secoli il centro del mondo, ma oggi, decisamente, non lo è più. In moltissimi paesi sono ancora obbligatori test sugli animali per i cosmetici.

Per esempio, la Cina ha proprio nel 2021 abolito l’obbligo di importare cosmetici testati, a meno che essi non siano considerati “per uso speciale”. Sono cosmetici per uso speciale i prodotti per bambini, le creme solari, le tinture e tutti gli ingredienti di base di nuova concezione.

Cosmetici vegani: le deroghe e le domande

Abbiamo chiarito che ad oggi in Europa non possono essere venduti prodotti cosmetici testati sugli animali, e questo è un primo step. Non è l’unico, però.

Le eccezioni sono varie, e vanno valutate singolarmente:

  1. è ancora possibile vendere prodotti o usare ingredienti testati su animali prima del 2013. La maggioranza degli ingredienti è stata testata prima del ban ufficiale dell’Unione Europea, dunque le aziende si appoggiano ancora oggi a test effettuati negli scorsi decenni;
  2. le certificazioni che attestano l’assenza di test su animali sono a pagamento: certamente ICEA e LAV effettuano controlli scrupolosi, ma di fatto basta che un’azienda non paghi la certificazione per quell’anno per non essere più considerata vegana, anche se lo era fino al 31 dicembre precedente. Considerati i costi delle certificazioni, moltissime piccole aziende rinunciano alla certificazione per contenere i propri costi, pur essendo a tutti gli effetti produttori di cosmetici vegani;
  3. se la stessa azienda utilizza contemporaneamente sia ingredienti per cosmetici che per altri detergenti, può ottenere comunque la certificazione, anche se non tutti i suoi prodotti sono effettivamente vegani.

Insomma: le normative sono chiare ma la loro applicazione pratica, e sopratutto la comprensione da parte dei consumatori, ci mette di fronte a numerosi problemi.

Ma cosa sono, quindi, i cosmetici vegani?

Date queste premesse è difficile capire cosa siano veramente i cosmetici vegani. È giusto considerare vegani cosmetici testati su animali prima del 2013, anche se dopo non sono più stati testati? È appropriato considerare un intero brand vegano se solo la maggioranza dei suoi prodotti sono vegani?

La risposta è complicata, e probabilmente pertiene esclusivamente alla sfera dell’etica individuale.

In linea di massima, però, possiamo dire che:

  • i cosmetici venduti in Europa non sono tutti vegani, ma per lo meno non stanno più sfruttando i test sugli animali. Si tratta di una soddisfazione parziale ed incompleta, più un primo passo che un punto di arrivo definitivo e completo;
  • di certo non sono vegani molti cosmetici che contengono ingredienti di origine animale, anche se non sono stati testati dopo il 2013.

Cosmetici vegani: quali ingredienti li rendono al 100% NON vegani

Ecco una lista di alcuni ingredienti, in uso tutt’oggi nell’industria cosmetica, che sono al 100% NON vegani.

  • Collagene: il collagene è naturalmente prodotto dalla pelle umana, per conservarne il tono e l’elasticità. Nei cosmetici si utilizza quello proveniente da ossa e cartilagini animali, prevalentemente bovine;
  • Cheratina: la cheratina è uno dei componenti proteici dei capelli e dei peli, e per introdurla nei cosmetici è necessario estrarla dal crine e dalle piume di molti animali. Uno dei sostitutivi più usati nei cosmetici vegani sono le proteine della soia;
  • Squalene: idratante e ristrutturante, lo squalene è un grasso estratto dal fegato degli squali;
  • Cocciniglia o E120: l’E120 è un colorante usato sia in cosmetica che nell’industria alimentare per tingere il prodotto di rosso o di rosa. Si estrae da una particolare specie di acari;
  • Lanolina: le nostre mamme conoscono bene la lanolina, che veniva utilizzata per lenire le ferite sul seno durante l’allattamento. Si estrae dal manto delle pecore e delle capre, e può essere sostituita con oli e burri vegetali a base di cocco, argan, karitè e cacao;
  • Muschio bianco: si tratta di una sostanza aromatica, utilizzata per produrre profumi e fragranze, estratta da particolari ghiandole di castori e cervi;
  • Ambra grigia: fin dal 1800 l’ambra grigia è estratta dalla testa dei capodogli e utilizzata in profumeria perché fissa e conserva molto rapidamente le fragranze. Per via dei regolamenti anti-caccia è ad oggi troppo costosa e non più diffusa;
  • Acido stearico: sostituibile con molti oli vegetali come quello di cocco, si utilizzava per produrre saponette e veniva estratto dal fegato dei maiali;
  • Acido ialuronico: in passato veniva estratto dalle creste dei galli. Oggi sono più economiche e soprattutto più sicure le versioni di sintesi estratte da particolari batteri in laboratorio;
  • Allantoina: viene estratta dall’acido urico prodotto dai mammiferi.

Ad oggi fortunatamente esistono e sono in uso moltissime sostanze e ingredienti alternativi a quelli di origine animali, che compongono cosmetici vegani perfettamente sicuri ed efficaci. La scelta di vivere in modo più sostenibili, quindi, è decisamente più semplice!